Architettura e contesto

Che cosa percepiamo in un determinato luogo? Nella percezione di un oggetto fisico giocano un ruolo decisivo le esperienze che abbiamo fatto con oggetti comparabili. Alcuni elementi sono di natura empirica e dunque rappresentabili; altri restano affidati all’intuito e per lo più inespressi. L’immagine di un luogo è un tessuto stratificato di relazioni. Per la percezione sensoriale non sono importanti conoscenze preliminari del luogo. Si percepiscono forme, proporzioni, connessioni spaziali, qualità dei materiali, superfici, colori, ma anche atmosfere, odori e rumori. Tutto questo, però, ha a che fare molto più con la propria cultura che con la cultura del luogo. Per la percezione strutturale sono invece necessarie alcune conoscenze preliminari della cultura del luogo. Si possono individuare tipologie edilizie, costruzioni, tecniche costruttive, ma anche modi di vivere specifici. Oltre al proprio sapere e alle conoscenze preliminari servono anche informazioni provenienti direttamente dal luogo. La percezione virtuale è una combinazione dei due livelli descritti. La sua intenzione è definire realtà future e includerle nel calcolo di una scelta da compiere. Il punto di partenza non sono questioni di fatto, bensì questioni di conoscenza, sempre legate a questioni di tendenza e di decisione. Una ricerca sul luogo che non tenga conto delle tendenze prevedibili sarebbe una constatazione senza rapporto con il tempo presente e i suoi problemi. Solo attraverso un tale rapporto nasce una nuova realtà; e da ciò che esiste nasce l’idea. Quando si pone la questione delle regole, dei criteri? Siamo al discorso. Nella nostra storia, in tempi incerti, gli esseri umani hanno per lo più desiderato uno spazio protetto e a misura d’uomo nella natura. Oggi è diverso. Molte persone – in tutto il mondo – sono attratte dalle zone periferiche verso i centri. Questa è la prima osservazione. La seconda è che molti di coloro che restano considerano spesso l’esistenza della diversità culturale senza rifletterci e ne osservano impassibili la scomparsa. La leggibilità dello spazio protetto va perduta a causa della crescente uniformità, l’insicurezza si diffonde a vista d’occhio. Qui si pone la questione del tipo di discorso da condurre e di chi vi partecipa. Il confronto dovrebbe essere innanzitutto un processo di apprendimento politico tra le persone coinvolte, che porti a un obiettivo comune e a una decisione condivisa. Deve inoltre agire da stimolo per la coscienza ambientale, per il senso di responsabilità, per la competenza e il sapere nelle questioni architettoniche e costruttive. Se tutte le persone coinvolte si occupano concretamente della problematica, ne nascerà un’ampia comprensione del proprio spazio culturale.